Introduzione
L'intento di questo documento è di stimolare e promuovere una seria riflessione sul dato politico che ci consegnano le ultime amministrative e lo storico risultato del Referendum. Una riflessione che deve coinvolgere in primis le dirigenze dei partiti del centrosinistra.
Crediamo sia necessario ripartire proprio dalle piazze arancioni di Milano e Napoli, piazze che non sono decifrabili con le categorie politiche tradizionali in quanto sono le prime a essere messe in crisi da questo forte vento di cambiamento, che viene dagli elettori prima che dalle sigle di partito. Un vento che nasce dal desiderio fortissimo di chiudere questa lunga fase politica italiana per aprire le porte al futuro.
Uno dei dati più sorprendenti è proprio la rinnovata e forte partecipazione dell'elettorato giovane e giovanissimo, di quei ventenni che l'attuale politica italiana non riesce più a rappresentare.
Da quelle piazze emerge una fortissima richiesta di politica nuova e partecipata, e che chiede al centrosinistra nazionale ancora più chiarezza e coraggio. Una politica più in sintonia con gli elettori ed in generale con la “cittadinanza attiva”, vera protagonista della riscossa civica e politica italiana degli ultimi mesi. Per questo chiediamo ai partiti del centrosinistra una netta semplificazione del quadro politico e di puntare sulle primarie e sulla trasparenza nella scelta degli incarichi dirigenziali e amministrativi.
Noi vogliamo immaginare già da ora un centrosinistra unito, al di là delle etichette e degli strateghi. Non vogliamo invece che i protagonisti della Terza Repubblica siano gli stessi che provengono dalla Prima, e anche questo è un tema da affrontare con determinazione. Altrettanto non vogliamo più vedere i nostri dirigenti fare aperture alla Lega immaginando chissà quali scenari del passato, perché la Lega nel nord è e resta il nostro avversario politico.
Vogliamo immaginare al livello nazionale dunque un centrosinistra come quello che si è prodotto nelle ultime elezioni amministrative, e lo vogliamo perché siamo convinti, citando Michele Serra, che il centrosinistra non sia “la somma variabile dei partiti che lo compongono. È molto di più, qualitativamente e soprattutto quantitativamente. È la somma dei cittadini italiani disposti a votarlo, ai quali non importa se il candidato è del Pd, di Sel, dell'Idv o altro: basta che sia un candidato credibile, e che sia scelto con le primarie, e sarà il candidato di tutti”.
Dieci punti per la rivoluzione arancione
2. Primarie di coalizione - chiediamo che venga applicato necessariamente il metodo delle primarie di coalizione, libere e aperte, per la scelta dei candidati a Sindaco (per noi padovani che questo sia elemento imprescindibile per le prossime comunali), presidente di Provincia, presidente di Regione e naturalmente per il Presidente del Consiglio, nel caso vi fossero più aspiranti a tali cariche. I successi di queste ultime amministrative hanno dimostrato come i cittadini diventano protagonisti e promotori del cambiamento quando vengono coinvolti nelle scelte che riguardano il futuro della propria città-provincia-regione-paese.
3. Regole chiare - la politica non deve più produrre quella stagnazione che conosciamo e che al posto della valorizzazione e difesa del bene comune mette gli interessi di parte e gli equilibri di potere. Per questo motivo è necessario che le persone impegnate in politica abbiano il limite inderogabile di due mandati per una stessa carica. E' necessario regolare in maniera organica e rigorosa la disciplina delle incompatibilità, ineleggibilità ed incandidabilità di parlamentari, consiglieri regionali, provinciali ed amministratori. Chiediamo ai nostri partiti un chiaro impegno in tal senso, e un'applicazione rigorosa della logica del merito per la composizione dei consigli di amministrazione. Altrettanto chiediamo una seria riforma del servizio televisivo pubblico (RAI) e privato in senso europeo. Siano dunque il merito e la competenza professionale i criteri guida per la scelta di amministratori e dirigenti.
4. Porcellum – a Porcellum vigente, i parlamentari dei nostri partiti devono essere scelti attraverso procedure veramente democratiche e partecipative, come primarie libere per i candidati a cariche istituzionali e primarie regolamentate per le cariche interne al partito.
5. Pulizia - vogliamo che i nostri siano partiti puliti e al di sopra di qualsiasi sospetto, per cui vogliamo che le persone condannate in via definitiva per reati gravi o connessi allo svolgimento di pubbliche funzioni siano immediatamente espulse dal partito, e in caso siano elette a qualche carica siano obbligate a dimettersi. Allo stesso modo non siano candidabili persone condannate in via definitiva per reati come evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, corruzione, e in generale per reati legati alla pubblica amministrazione.
6. Comunicazione – la campagna comunicativa per le amministrative ha dimostrato l'importanza della buona comunicazione. Serve dunque una maggiore attenzione su questo tema e uno studio approfondito sull'uso dei nuovi strumenti tecnologici. L'intento di fondo deve essere quello di stimolare una grande discussione con i cittadini sul programma di governo, invitandoli anche a condividere e discutere le più importanti proposte di legge prima che siano presentate in Parlamento. Il primo partito in questo paese non è il Pdl ma quello dell'astensione che raggiunge il 40%. Se il centrosinistra con le sue proposte non riuscirà ad attrarre una consistente quota di questa parte di cittadini, potrà anche vincere altre competizioni elettorali, magari con nuove alleanze ibride, ma non tornerà più a essere il soggetto di vero cambiamento in Italia. Siamo convinti che il compito primario del nuovo centrosinistra debba essere proprio questo, specialmente in questa fase critica e pericolosa per il sistema-paese.
7. Riforme – il nuovo centrosinistra per tornare a essere il soggetto di vero cambiamento deve avviare quelle riforme strutturali, sempre promesse e mai realizzate. In queste includiamo il dimezzamento del numero dei parlamentari e una riduzione, a partire dalla prossima legislatura, delle remunerazioni e del diritto alla pensione per i parlamentari e consiglieri regionali per allinearli alla media europea. Chiediamo inoltre un impegno concreto per l'abolizione delle province e l'unificazione dei comuni più piccoli fino al raggiungimento di quote significative di abitanti. I partiti del centrosinistra diano immediattamente la necessaria scossa iniziale, oltre che il buon esempio, in attesa di una riforma complessiva del sistema politico.
8. Nuovo sviluppo – la radice dei problemi attuali: debito, precarietà giovanile, impoverimento, dipende dall’attuale modello di sviluppo che dopo 5 decenni ha esaurito la sua capacità di generare benessere. Sbagliano coloro che vedono nella crisi degli ultimi 3 anni, da cui ancora dobbiamo uscire, un fenomeno contingente. Se vogliamo risolvere alla radice i principali problemi del Paese va avviata subito la Transizione verso un nuovo modello di sviluppo. Il risultato dei referendum fanno intravedere che il consenso c’è già. Questa deve essere la base programmatica di un centrosinistra unito e in sintonia con gli italiani.
9. Parità - intesa come uguaglianza formale e sostanziale! Questo è il principio sul quale verte la parità di genere. Una parità che metta sullo stesso piano gli uomini e le donne del centrosinistra, che permetta di costruire le basi di un cambiamento solido e duraturo. Questo può avvenire solo ed esclusivamente se tutti e tutte diventiamo protagonisti e protagoniste. Le donne si assumono la responsabilità di proporre idee, contenuti e progetti innovativi che siano in grado di rispettare quell’uguaglianza formale e sostanziale che predichiamo da tempo, ma abbiamo bisogno che i partiti del centrosinistra supportino le donne, dando loro il modo di agire e interagire internamente e esternamente al partito.
10. Giovani - chiediamo un cambiamento drastico della vecchia politica del tesseramento per permettere agli under 30 di tesserarsi al prezzo simbolico di 1 centesimo sul modello del partito Laburista inglese.
Padova, giugno 2011
Maurizio Marinaro – Sel
Fabian Pavel Fonovich – PD
Pietro Galiazzo – Idv
Nota finale
Come detto in introduzione, questo documento vuole essere uno stimolo ai nostri partiti nella speranza che si apra da subito un dibattito serio sul futuro - nostro e dell'Italia - sui passi da fare e la direzione da prendere per tornare non solo a vincere le elezioni, ma a cambiare e rendere migliore il Paese. Un'esperienza di lavoro comune in tal senso si è mostrata come già possibile e praticabile nella promozione e costruzione delle “fermate” di Prossima Italia che a livello locale hanno coinvolto in maniera più estesa e trasversale le diverse forze di centrosinistra. Da questa esperienza si è percepita anche l'esigenza di mettere al centro alcuni nodi cruciali.
Abbiamo deciso per cui di predisporre questo documento pubblico, che inviamo alle rispettive Segreterie, in quanto crediamo che sia venuto il momento di andare oltre le divisioni prettamente partitiche: divisioni che ormai la gente non segue più e in alcuni casi non può nemmeno tollerare. Il popolo del centrosinistra spesso si trova a combattere le medesime battaglie politiche per difendere i medesimi diritti, e siamo convinti che il sentire dei cittadini sia molto più comune di quel che i nostri dirigenti credono, o forse in parte desiderano. Questo comune sentire è stato rappresentato anche simbolicamente da un comune colore, l'arancione; e questo non è stato il risultato di un esperimento da laboratorio politico bensì un vero e proprio evento. Questa ricchezza, questo valore aggiunto, non deve essere disperso.
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NB.
Questo documento è solo una proposta, perfettibile e migliorabile. Noi siamo riusciti a fare questo finora, con il contributo prezioso di tanti amici e a cui va il nostro ringraziamento (!) per il sostegno e aiuto nella fase preparatoria. Vi chiediamo ora, ai cittadini iscritti ai partiti e non, di aderire pubblicamente al documento che verrà presentato prossimamente nei rispettivi organi di partito con tutte le firme raccolte.

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